Capo II: Studenti

Capo I I (*)

Studenti

(*) Capo modificato con delibera del Consiglio di Istituto del 07/12/2013 N° 88

 

Art. 7. DIRITTI E DOVERI

  1. Gli studenti sono parte attiva della comunità scolastica e quindi soggetti di diritti e di doveri, in applicazione di quanto disposto dal D.P.R. 24/6/98, n° 249 così come modificato dal D.P.R. 21/11/2007, n° 235.
  2. Il comportamento degli studenti deve essere improntato al senso di partecipazione alla vita della scuola con spirito democratico, al rispetto delle libertà della persona nella sua globalità e al ripudio d’ogni forma di pregiudizio, di intolleranza e di violenza, al rispetto delle leggi, dei regolamenti, del patrimonio della scuola come bene proprio e bene comune.

 

Art. 8. ASSEMBLEA DI CLASSE DEGLI STUDENTI

  1. Gli alunni di ciascuna classe hanno la possibilità di riunirsi in assemblea una volta al mese, esclusi il primo e l’ultimo mese di lezione, per non più di due ore distribuite in una o più giornate . La richiesta di assemblea di classe va presentata dai rappresentanti di classe almeno cinque giorni prima della data prevista, in forma scritta, indirizzata al Dirigente Scolastico, indicando il giorno, le ore, anche non consecutive, e l’Ordine del Giorno, la stessa dovrà poi essere custodita nel registro di classe. Le ore di assemblea dovranno essere richieste dai rappresentanti di classe seguendo il criterio della rotazione, in modo da coinvolgere tutte le materie.
  2. Qualora nella giornata richiesta per l’assemblea vi fossero ore di supplenza breve (sostituzione), l’assemblea potrà tenersi nelle suddette ore.
  3. La domanda deve essere preventivamente sottoposta ai docenti interessati e firmata dagli stessi per confermare la presa visione. Seguirà la firma dei rappresentanti di classe. Qualora la domanda dovesse risultare incompleta l'assemblea non potrà essere concessa.
  4. I rappresentanti di classe dovranno redigere e firmare il verbale dell’assemblea, copia del quale dovrà essere da loro consegnata in vice-presidenza entro due giorni dalla data della stessa.
  5. L’insegnante che concede l’assemblea non ha l’obbligo di rimanere in classe durante lo svolgimento dell’adunanza, ma avrà cura di vigilare affinché lo svolgimento della stessa sia conforme a quanto stabilito. In caso di inosservanza delle regole l’insegnante è autorizzato a sospendere l’assemblea e darne comunicazione al Dirigente Scolastico.

 

Art. 9. ASSEMBLEA GENERALE DI ISTITUTO

  1. Ciascuna classe dell’Istituto ha diritto a sei ore mensili utilizzabili collettivamente per assemblee generali o attività alternative.
  2. Gli studenti si riuniscono in assemblea generale di Istituto previa presentazione al Dirigente Scolastico dell’Ordine del Giorno e della data di convocazione. Per ragioni organizzative la richiesta per l’assemblea generale deve essere presentata con almeno cinque giorni di anticipo.
  3. L’assemblea non può essere convocata dopo il 15 maggio di ogni anno scolastico.
  4. Per esigenze di sicurezza connesse alla mancata disponibilità di strutture idonee, l’assemblea generale si svolgerà separatamente per Biennio e Triennio o secondo altre modalità concordate con i presentatori della richiesta di assemblea.
  5. All’assemblea possono assistere il Dirigente Scolastico o un suo delegato e gli insegnanti che lo desiderino.
  6. L’ordinato svolgimento dell’assemblea deve essere assicurato dai rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto.
  7. Il Dirigente Scolastico o un suo delegato, ha il potere di intervenire e sciogliere l’assemblea in caso di violazione del Regolamento o di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell’assemblea.

Art. 10. COMITATO STUDENTESCO

  1. Il Comitato Studentesco è composto dai rappresentanti degli studenti regolarmente eletti nei Consigli di Classe, nel Consiglio di Istituto e dai rappresentanti interni della Consulta Provinciale Studentesca.
  2. Il Comitato Studentesco può riunirsi nell'aula Magna dell'Istituto: per due ore al mese durante l’orario di lezione; al pomeriggio per due ore al mese, purché le riunioni terminino entro le 18.00 e nel rispetto dei vincoli organizzativi dell’Istituto. In casi di particolare importanza per gli studenti, si può prevedere un'ulteriore riunione pomeridiana previa richiesta al Dirigente Scolastico.
  3. La richiesta di convocazione del Comitato Studentesco deve essere presentata al Dirigente Scolastico, almeno cinque giorni prima della riunione, dalla maggioranza degli studenti eletti nel Consiglio di Istituto o dal 20% degli studenti eletti come rappresentanti di classe.

 

Art. 11. ATTIVITA’ ALTERNATIVE

  1. Le ore a disposizione per le assemblee, generali e di classe, possono essere utilizzate in alternativa per lo svolgimento di attività complementari quali: seminari, ricerche, cineforum, sportive o comunque rientranti nel POF. Dette attività possono essere organizzate per singole classi o per gruppi di classi.
  2. La scelta spetta agli studenti della classe per le ore dell’assemblea di classe. Detta scelta viene comunicata al Coordinatore del Consiglio di Classe al fine di consentire al Consiglio di Classe di verificarne la legittimità e quindi inserirla nella programmazione annuale della classe.
  3. La scelta spetta agli studenti dell’Istituto per le ore dell’assemblea generale. Detta scelta viene comunicata al Dirigente Scolastico al fine di consentire al Consiglio di Istituto di verificarne la legittimità e quindi predisporre quanto necessario alla effettuazione delle attività prescelte.

 

Art. 12. MODALITA’ CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE

  1. La richiesta di convocazione dell’assemblea generale dell’Istituto o di svolgimento delle relative attività integrative deve essere sottoscritta dal 10% degli studenti ovvero dalla maggioranza dei rappresentanti di classe.

 

Art. 13. SPAZI  PER  COMUNICAZIONI

  1. All’ingresso dell'Istituto, ad ogni piano/reparto del Biennio e delle specializzazioni, all'interno del Bar dell’Istituto, sono messe a disposizione degli studenti bacheche per le comunicazioni degli studenti.
  2. Non sono ammesse affissioni anonime; i firmatari non sono perseguibili per le idee espresse ma solo se incorrono in infrazioni penali. In quest’ultimo caso il Dirigente Scolastico provvede ad ordinare la defissione e a procedere come disposto dalla normativa vigente.
  3. All’esterno dei cancelli dell’Istituto è consentita agli studenti la distribuzione di volantini purché conformi alle norme in vigore sulla stampa.

 

Art. 14 REGOLAMENTAZIONE DEI RITARDI E PERMESSI USCITA

  1. Ciascun alunno è dotato di un libretto per la giustificazione delle assenze e per la regolarizzazione d’eventuali richieste d’entrata in ritardo o uscita anticipata dalle lezioni. Il libretto è personale e viene rilasciato annualmente dall’Istituto che provvede anche a stabilire le modalità per il rilascio dei duplicati in caso di smarrimento.
  2. La firma delle giustificazioni , delle richieste di entrata in ritardo e uscita anticipata deve corrispondere ad una di quelle autenticate, al momento del ritiro, nella prima pagina del libretto personale.
  3. Gli alunni maggiorenni hanno il diritto di firmare personalmente le richieste di entrata in ritardo e di uscita anticipata purché sia presente sul frontespizio del libretto personale il timbro “ MG” che, su richiesta dell’interessato, potrà essere apposto dalla Segreteria didattica al compimento del diciottesimo anno di età. Ciò non implica assolutamente il venir meno all’obbligo di frequenza alle lezioni; qualora si dovessero registrare numerose assenze, richieste di uscita anticipata o ingressi in ritardo i cui motivi  siano ritenuti irrilevanti o inattendibili, la Presidenza può richiedere adeguata certificazione o ritenere non giustificata la richiesta stessa. Di ciò verrà data comunicazione alla famiglia e lo studente rimarrà in biblioteca.
  4. Gli alunni possono essere ammessi in ritardo solo con regolare richiesta riportata sul libretto anche se accompagnati direttamente da un genitore. Le relative autorizzazioni spettano alla presidenza; vanno in ogni caso considerate eccezionali e pertanto, in caso d’abuso, saranno soggette a discrezionalità In via eccezionale, il Dirigente Scolastico o suo delegato potrà riammettere  provvisoriamente l’alunno in ritardo che dovrà consegnare la mattina seguente la giustificazione nel libretto personale debitamente firmata dal genitore se minorenne. Per inadeguata giustificazione l’alunno potrà non essere ammesso alle lezioni. In tal caso gli alunni minorenni rimarranno in Biblioteca sino al termine delle lezioni. L’ingresso in aula deve avvenire di regola all’inizio della seconda ora; non potrà essere concessa l’ammissione alle lezioni oltre il suddetto orario se non in casi particolari. In caso di ritardi imputabili al servizio svolto dalle corriere non è necessaria la giustificazione.
  5. Gli alunni minorenni potranno uscire al cambio dell’ora solo se prelevati da un genitore  o da persona diversa, comunque maggiorenne, purché espressamente delegata per iscritto da uno dei due genitori. Tale delega dovrà essere accompagnata da fotocopia di un documento di riconoscimento del genitore delegante. In via del tutto eccezionale, sarà concesso il permesso di uscita su richiesta telefonica del genitore accompagnata da regolare richiesta sul libretto personale o inviata via fax.
  6. Agli alunni con gravi e documentati problemi di trasporto o di salute, opportunamente giustificati con apposita documentazione, possono essere concessi permessi permanenti per l’uscita anticipata o l’entrata in ritardo. Tali permessi devono essere contenuti entro i dieci minuti rispetto al normale orario di lezione e dovranno essere richiesti per iscritto dalla famiglia ad inizio anno scolastico. Eccezionalmente possono essere concessi dai Collaboratori del Dirigente Scolastico permessi di ingresso in ritardo o di uscita anticipata per motivi di urgenza o di salute. In tali circostanze il genitore, se l’alunno è minorenne, o lo studente, se maggiorenne, dovrà produrre apposita richiesta scritta.
  7. Le uscite anticipate per motivi sportivi saranno regolate dalla normativa stabilita all’inizio dell’anno scolastico.

 

Art. 15. USCITE DURANTE LE ORE DI LEZIONE

  1. L’insegnante, su richiesta dell’interessato, può autorizzare l’uscita dall’aula per un breve periodo e non più di un alunno per volta.
  2. Non sono ammesse uscite dall’aula, se non in casi eccezionali, durante la prima ora di lezione.
  3. Gli alunni non possono allontanarsi dall’aula durante il cambio dell’ora ad eccezione dell’uso dei sevizi igienici, se autorizzati ; in caso di violazione del presente comma gli alunni saranno richiamati e in caso di reiterazione saranno assoggettati alle sanzioni disciplinari previste dall’art. 25 del presente Regolamento.
  4. Gli alunni devono rientrare puntualmente dalla ricreazione

 

Art. 16. ASSENZE

1.  Gli alunni hanno l’obbligo dell’assidua presenza alle lezioni.
2.  Gli alunni che siano stati assenti dalle lezioni possono essere riammessi solo con regolare giustificazione riportata sul libretto. Per assenze superiori ai 5 (cinque) giorni consecutivi, festivi compresi se all’interno di detto periodo, è necessario presentare opportuna certificazione medica attestante lo stato di buona salute dello studente.
3.  In casi di dimenticanza della giustificazione l’alunno potrà in via eccezionale essere ammesso provvisoriamente alle lezioni; il giorno successivo dovrà necessariamente regolarizzare la propria situazione
4.  Per ripetute dimenticanze della giustificazione, l’alunno sarà assoggettato alle sanzioni disciplinari previste dall’art. 24bis e 25  del presente regolamento. Il Dirigente Scolastico può ritenere non giustificate le assenze i cui motivi sembrino irrilevanti o inattendibili, ma in tal caso informerà il padre o chi ne fa le veci, il quale ha diritto di essere udito.
5.  Assenze collettive. Sono considerate tali quelle che risultano dalla mancanza del 50% + 1 degli alunni appartenenti alla stessa classe. Le assenze collettive degli studenti sono considerate ingiustificate e possono dar luogo ai provvedimenti previsti annualmente dai singoli C. di C. all’interno del Patto Formativo, provvedimenti volti a recuperare le ore di lezione perse al fine di garantire il normale svolgimento della programmazione didattica e formativa. Nel fissare tali provvedimenti i singoli C. di C., pur nel rispetto della loro autonomia, dovranno prevedere, nei casi d’assenza totale degli alunni della classe o d’assenze collettive reiterate, le seguenti tipologie di recupero:

a. esclusione dal viaggio d’istruzione,
b. riduzione della durata del viaggio d’istruzione,
c .esclusione da visite guidate,
d. rientri pomeridiani per il recupero delle ore di lezione perdute.

6. Eventuali assenze nelle suddette giornate, dovute a motivi personali, saranno accettate dalla Presidenza solo se opportunamente certificate o documentate. Per la riammissione in classe gli alunni dovranno in ogni caso presentare il libretto personale con la dicitura, nello spazio dove è data la motivazione dell’assenza, “assenza collettiva” debitamente firmata dal genitore per assicurare l’Istituto che la famiglia sia a conoscenza dell’assenza che resta comunque ingiustificata.

7. I maggiorenni hanno il diritto di firmare personalmente le giustificazioni delle proprie assenze. Ciò non implica assolutamente il venire meno dell’obbligo di frequenza alle lezioni. Qualora si dovessero registrare numerose assenze, i cui motivi sono giudicati irrilevanti o inattendibili, la Presidenza, in virtù dell’art. 16 R.D. 653/25, può richiedere per la giustificazione adeguata certificazione.

8. In caso di smarrimento si può richiedere il rilascio del duplicato con uno specifico versamento sul c.c.p dell’Istituto. In nessun caso potrà essere rilasciato un secondo duplicato.

 

Art. 17. CONTROLLO DELLE ASSENZE

  1. Si consiglia ai genitori di custodire personalmente il libretto o quanto meno di controllarlo periodicamente. Può essere chiesto comunque alla Segreteria (personalmente o telefonicamente) il tabulato delle assenze per eventuale verifica del libretto.
  2. Ogni 10 gg. di assenza la famiglia ne riceverà comunicazione con lettera tassa a carico.
  3. In caso di prolungata assenza per malattia (o altro) il genitore potrà avvertire la Segreteria Didattica.

 

Art. 18 IMPEGNI DI STUDIO

  1. Gli alunni sono tenuti ad assolvere assiduamente agli impegni di studio intesi come regolare adempimento dei lavori assegnati a casa e come rispetto delle verifiche orali e scritte programmate.
  2. Spetta ai C.di C. definire annualmente nel Patto formativo i singoli impegni di studio, tenuto conto del Patto di corresponsabilità adottato dal C: di I. e che viene condiviso dai genitori mediante la sua sottoscrizione al momento dell'iscrizione  all'I.S.  e che è allegato al Regolamento di Istituto.
  3. La violazione del comportamento di cui al comma 1) non costituisce di norma illecito disciplinare e sarà quindi materia del C.di C. o del singolo docente individuare le strategie più opportune per indurre gli studenti al rispetto dei loro impegni. Qualora tale comportamento sia reiterato e non tenga conto dei primi provvedimenti adottati dai soggetti sopra menzionati, si potrà incorrere nelle sanzioni disciplinari previste dall’art. 24 bis del presente Regolamento o alle sanzioni alternative ritenute più idonee previste dall'articolo dedicato (art. 25). L'eventuale provvedimento disciplinare adottato non può influire sulla valutazione del profitto.

 

Art.19. COMPORTAMENTO IN CLASSE E NELL’ISTITUTO

  1. Gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento rispettoso, anche in senso formale, nei confronti del Capo d’istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei loro compagni, allo stesso modo in cui lo chiedono per se stessi.
  2. Il comportamento in classe e nell’Istituto deve essere tale da consentire il regolare svolgimento delle lezioni.
  3. Nei cambi di insegnante, al termine dell’ora di lezione, così come durante i trasferimenti all’interno dell’Istituto, gli alunni dovranno evitare comportamenti rumorosi tali da arrecare disturbo allo svolgimento delle lezioni nelle altre classi, o altri comportamenti vietati da Leggi o Regolamenti, o comunque pericolosi per l’incolumità fisica.
  4. Per garantire l’igiene e la pulizia è fatto assoluto divieto di consumare cibi e bevande all’interno delle aule e dei laboratori. A tal fine gli alunni trascorreranno l’intervallo all’esterno delle aule.
  5. E' fatto assoluto divieto durante le ore di lezione di utilizzare telefoni cellulari di qualsiasi genere, videocamere e fotocamere ed altri dispositivi elettronici come previsto dalla Direttiva n° 104 del 30/11/2007.

Procedura per il ritiro: in caso di violazione di tale divieto, il docente può provvedere al ritiro temporaneo del cellulare/altro dispositivo elettronico con consegna al D.S. o al suo I° Collaboratore, il quale informerà la famiglia e  potrà restituirlo successivamente ai genitori che si presenteranno a richiederlo.

6.  E' altresì vietato in tutto l'Istituto il gioco delle carte o di altre attività di gioco che non siano conformi alle finalità educative della scuola.

7.  L'uso delle attrezzature nei vari laboratori dell'Istituto dovrà avvenire nel rispetto dei relativi regolamenti, la cui violazione comporterà l'applicarsi delle sanzioni disciplinari ritenute più idonee e proporzionate alla gravità della violazione. Resta inteso che ogni danneggiamento comporterà l'assunzione di responsabilità patrimoniale secondo i criteri stabiliti dall'art. 21 del presente Regolamento.
8.  In caso di violazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti, escluso il comma 7, gli studenti saranno assoggettati alle sanzioni disciplinari previste dall’art. 24 bis del presente Regolamento, o alle sanzioni alternative di cui all'art. 25.
9.  La violazione del disposto del comma 5 costituisce più grave illecito in presenza di: a) reiterazione dello stesso nonostante l'assoggettamento a sanzione; b) violazione con tali strumenti della dignità e del rispetto della persona umana(ad esempio violenza privata, minacce, ingiurie, reati di natura sessuale). Per il caso a) si potrà applicare la sanzione di cui all'art.24 ter; per il caso b) la sanzione di cui all'art. 24 quater. Qualora sussistano entrambe le condizioni, tenuto conto della gravità del reato e se c'è recidiva, si potrà disporre l'applicazione della sanzione di cui agli artt. 24 quinquies o 24 sexies nei casi più gravi. E' inteso che il Dirigente Scolastico dovrà darne immediata comunicazione all'A.G. competente.

Art. 20. RISPETTO DELLA COMUNITA’ SCOLASTICA

  1. Nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all’art. 1 del D.P.R. 24/6/98 n. 249 e con le disposizioni introdotte dal DPR 21/11/07,n.235.
  2. La comunità scolastica al fine di conseguire gli obiettivi educativi e culturali proposti si fonda sul senso di responsabilità degli studenti, sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale, razziale, religiosa..
  3. La violazione dei comportamenti disposti ai commi 1 e 2  può essere soggetta ad una delle sanzioni disciplinari disposte dall'art. 24 bis del presente Regolamento se di lieve entità. Nei casi più gravi, caratterizzati dalla circostanza di essere stati ripetuti dalla stessa persona, nonostante per fatti analoghi fosse già stata sanzionata, e per ciò siano in grado di ingenerare un elevato allarme sociale nella comunità scolastica, si applicheranno sanzioni disciplinari più gravi, quale quella prevista all'art.24 ter.
  4. Qualora tali violazioni abbiano rilevanza penale e da esse derivino grave offesa alla dignità ed al rispetto della persona, costrizione o induzione a tenere comportamenti che ledono la sua dignità, il suo libero arbitrio o la sua libertà sessuale sia a mezzo di violenza fisica e/o morale,o si compiano atti che ledono il comune senso del pudore, o si mettano in circolazione disegni, immagini che possano ledere la dignità, l'onore o il pudore di alcuno, la sanzione applicabile sarà commisurata alla gravità del fatto criminoso e potrà comportare l'applicazione di quanto disposto dall'art.. 24 quater. Nel caso di recidiva e di non esperibilità di interventi per un reinserimento responsabile dello studente reo del fatto nella comunità scolastica, può essere disposta la sanzione di cui all'art. 24 quinquies e nei casi più gravi quella prevista all'art. 24 sexies. Poiché tali fattispecie configurano dei reati, il Dirigente Scolastico sarà tenuto ad effettuarne denuncia all'Autorità giudiziaria penale (art. 361 c.p.).

 

Art. 21. DANNEGGIAMENTI

  1. Gli alunni sono responsabili dei danni arrecati, volontariamente e/o per imperizia grave e negligenza, alle strutture, agli arredi ed alle attrezzature dell’Istituto.
  2. Fatti salvi i casi ove ricorre l’obbligo di denuncia all’A.G.  ed alla Corte dei Conti, gli alunni responsabili del danno, o i genitori per i minorenni, ne rispondono e sono pertanto tenuti al risarcimento ai sensi dell'art. 2740 c.c.
  3. Laddove non è possibile individuare i diretti responsabili, rispondono del danno in forma collettiva:: l’intera classe, per i danni arrecati alle strutture, arredi ed attrezzature delle aule e laboratori e tutti gli studenti dell’Istituto, per i danni arrecati alle restanti attrezzature e strutture. In quest’ultimo caso il totale dei danni sarà ripartito sui contributi del successivo anno scolastico.
  4. In casi di particolare gravità nell’esecuzione del fatto o nella motivazione gli alunni potranno essere assoggettati anche a sanzione disciplinare di cui all'art. 24 bis. e 25. Se il fatto si realizza attraverso dei comportamenti in grado di provocare un evento dannoso o pericoloso ad un numero di persone indeterminato, nella fattispecie alla comunità scolastica, come nel caso di incendio, di danneggiamento seguito da incendio o da allagamento, questo è da considerarsi di particolare gravità, altamente riprovevole e connotato da un forte grado di disvalore sociale ed è punibile con la sanzione di cui all'art. 24 ter o nei casi più gravi con quella prevista all'art. 24 quater. Del fatto dovrà farsi denuncia all' A.G. competente.
  5. Costituisce condizione aggravante il fatto che l'evento si sia verificato in un edificio pubblico e ciò può comportare l'aumento della sanzione anche dal punto di vista disciplinare.(art.425 c.p.).

 

Art. 22. DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO

  1. All’inizio della frequenza alle lezioni presso l’Istituto, la Segreteria rilascia agli studenti un tesserino personale che, ai sensi della C. Min. Interni n.3/95, vale anche come documento di riconoscimento fino all’età di 15 anni.
  2. Gli alunni sono tenuti ad essere muniti di detto documento durante l’orario di svolgimento delle lezioni e di tutte le attività integrative (pomeridiane, viaggi e visite guidate etc,).
  3. Il tesserino personale sarà restituito alla segreteria in caso di cessazione della frequenza presso l’ITIS.


 

Art. 23. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA NORMATIVA DI SICUREZZA

  1. Gli alunni sono tenuti a rispettare quanto previsto dalle norme contenute nal Piano di Sicurezza dell’Istituto redatto in conformità al TU sulla sicurezza ( D.Lgs n. 81/2008 ).
  2. Al fine di salvaguardare l’incolumità degli studenti si richiamano in particolare le seguenti disposizioni:

a.  L’uscita deve svolgersi in modo ordinato e pertanto è vietato correre all’interno dell’Istituto.
b.  E’ severamente vietato utilizzare le scale di sicurezza interne (Biennio) ed esterne al di fuori delle situazioni di emergenza;
c.  È vietato recarsi sui balconi delle aule del primo piano della palazzina centrale.

 

Art. 24. SANZIONI      Principi generali

  1. Le sanzioni disciplinari sono comminate secondo la normativa vigente, hanno finalità educativa e preventiva, sono comunque improntate al rispetto della personalità dello studente, finalizzate al recupero del senso di responsabilità e al miglioramento della partecipazione alla vita della comunità scolastica; devono per quanto possibile dare la possibilità allo studente di convertirle in attività in favore della comunità scolastica..
  2. In conformità al D.P.R. 24/6/98 n. 249 modificato dal DPR 21/11/07, n.235 esse hanno il carattere della temporaneità, della proporzionalità, s’ispirano al principio di riparazione del danno, per quanto possibile, e comunque tale riparazione non estingue la mancanza disciplinare .
  3. Le sanzioni disciplinari devono sempre specificare in maniera chiara le motivazioni che le hanno rese necessarie (art.3 L. 241/1990).
  4. La sanzione disciplinare è immediatamente esecutiva pur in pendenza del procedimento di impugnazione, stante il principio generale della esecutività degli atti amministrativi pur non definitivi.
  5. Tutte le sanzioni disciplinari non interferiscono con la valutazione del profitto (art. 4, c.3, DPR 249/1998 e successive modificazioni) , ma se reiterate, concorrono a determinare il voto del comportamento sia intermedio che finale (D.M. n°5 del 16/01/2009 e D.P.R. n. 122/09) incidendo su di esso con le modalità previste nella griglia per l'attribuzione del voto di comportamento inserita nel PTOF e, nel secondo biennio e quinto anno, alla determinazione del credito scolastico per la parte in cui è valutata la qualità della partecipazione al dialogo educativo.
  6. Le sanzioni disciplinari sono pubbliche e vanno inserite nel fascicolo personale dello studente e, come quest'ultimo, seguono lo studente in occasione di trasferimento da una scuola ad un'altra o di passaggio da un grado all'altro di scuola. Infatti non sono considerate dati sensibili a meno che nel testo delle stesse non si faccia riferimento a dati sensibili che riguardano altre persone coinvolte nei fatti che hanno dato luogo alle sanzioni stesse. In tali circostanze, si applica il principio di indispensabilità del trattamento dei dati sensibili che porta ad operare con “omissis” sull'identità delle persone coinvolte e comunque nel necessario rispetto del D.Lgs. n.196/2003 e del DM 306/2007. Il cambiamento di scuola non pone fine ad un procedimento disciplinare iniziato, ma esso segue il suo iter fino alla fine.
  7. Aggravanti. Per la definizione della sanzione disciplinare possono costituire circostanze aggravanti quelle previste dall'art. 61 c.p. in quanto applicabili. Attenuanti. Egualmente possono costituire circostanze attenuanti quelle previste dall'art. 62 c.p. in quanto applicabili. Sarà compito dell'organo giudicante stabilire l'entità dell'aggravamento o della diminuzione della sanzione disciplinare da comminarsi. Tali circostanze aggravanti ed attenuanti si applicano solo nel caso in cui il fatto illecito disciplinare abbia anche rilevanza penale.

 

Art. 24 bis TIPOLOGIE DI COMPORTAMENTI CORRELATI ALLE SANZIONI DISCIPLINARI

  1. Agli alunni che violino le disposizioni previste dal presente regolamento sono inflitte, secondo la gravità della mancanza, le seguenti punizioni disciplinari:

a.  Richiamo verbale del Docente;

b.  Nota scritta sul registro;

c.  Allontanamento momentaneo dall’aula, con affidamento dell’alunno al Collaboratore Scolastico del piano/reparto. Il Docente dovrà annotare il provvedimento sul registro. Tale allontanamento è previsto come provvedimento cautelare laddove l’alunno, se pur richiamato più volte dall’insegnante, continua ad impedire con il proprio comportamento di disturbo il regolare svolgimento della lezione. In quanto provvedimento cautelare non è soggetto alla impugnazione di cui al successivo art.27 sexies.
d.  Allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica.

Le predette sanzioni disciplinari sono declinate nella seguente tabella:

Comportamenti corretti

Comportamenti sanzionabili

Sanzioni

a)      Frequenza regolare alle lezioni

A1) Assenze e ritardi frequenti  non giustificati  entro i tempi stabiliti dal presente Regolamento

Convocazione dei genitori e/o sanzioni ex Art. 24 bis e 25 del Regolamento

A2) Uscita da scuola non autorizzata

Sospensione dalle lezione da uno a 3 giorni

b)      Assolvimento degli obblighi scolastici

B1) Reiterato disimpegno alle attività di studio

Il Docente individua quella didattica più opportuna

B2) Reiterata mancanza della dotazione personale necessaria per l’attività didattica

Il Docente individua quella didattica più opportuna con segnalazione sul registro

c)      Rispetto anche formale degli altri

C1) disturbo ripetuto durante l’attività didattica

Nota disciplinare (Art. 25 del Regolamento)

C2) offese verbali/scritte alle persone e alle Istituzioni

Nota disciplinare (art. 24 ter)

C3) atti di bullismo ( verbali o fisici), di aggressione fisica a persone, danneggiamenti di cose altrui

Nota disciplinare (Art. 24 ter se non ricorrono reati più gravi)

C4) furto

Nota disciplinare (art. 24 ter con denuncia del fatto all’A.G. competente))

C5) uso di cellulari o altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica

Nota disciplinare e ritiro del dispositivo alla prima infrazione, con sanzione ex Art. 25; nei casi recidivi, sanzione Art. 24 ter. Nel caso di violazione sulla Legge sulla privacy, si applicheranno le sanzioni civili e penali priviste dalla Legge

d)     Comportamenti coerenti con i principi fondamentali della scuola espressi dall’Art. 1 del D.P.R. 249/98 e D.P.R. 235/2007

D1) impedimento esercizio libertà di espressione o di religione, e del rispetto dei diritti di tutti

Richiamo verbale; in caso di ripetuta inosservanza, sanzione ex Art. 25

D2) comportamenti che limitano l’esercizio del diritto allo studio di altri

Richiamo verbale; in caso di ripetuta inosservanza, sanzione ex Art. 25

D3) introduzione nell’edificio scolastico di sostanze stupefacenti e alcoliche

Nota disciplinare con sanzione ex Art. 24 ter, o quater nel caso di commissione di reati penali

D4) introduzione nell’edificio scolastico di strumenti adatti a mettere in pericolo l’incolumità personale

Nota disciplinare con sanzione ex Art. 24 ter, o quater nel caso di commissione di reati penali

D5) arrecare danni al patrimonio scolastico

Nota disciplinare con obbligo di risarcimento danni patrimoniali; nei casi più gravi sanzione disciplinare ex Art.24 ter o quater

e)      Rispetto delle norme di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro

E1) comportamenti in violazione delle norme previste dal piano di sicurezza

Richiamo verbale, in caso di ripetuta violazione, nota disciplinare con sanzione ex Art.25

E2) comportamenti contrari alla tutela dell’igiene collettiva e della salubrità degli ambienti scolastici

Richiamo verbale o nota disciplinare con sanzione ex Art. 25; nel caso di ripetuta inosservanza o di particolare gravità sanzione ex Art 24 ter

E3) Fumare nei locali scolastici e loro pertinenze con qualsiasi tipo di sigarette

Sanzione amministrative previste dalla normativa specifica sul divieto di fumo.

 

2.  Nei casi previsti dai commi precedenti, qualora concorrano circostanze attenuanti, e avuto riguardo al profitto e alla precedente condotta, può essere inflitta la punizione di grado immediatamente inferiore.
3.  In caso di recidiva, o qualora le mancanze previste dai commi precedenti assumano particolare gravità, o abbiano carattere collettivo, salvo che il fatto non costituisca reato, può essere inflitta la  punizione di grado superiore .
4.  Alle sanzioni previste dai commi precedenti e a quelle comminabili per violazione delle norme di sicurezza nonché in alternativa alle stesse possono, anche su richiesta dello studente, essere applicate le sanzioni alternative previste dall'art. 25 del presente Regolamento.
5. Nella ipotesi in cui l’alunno richieda, e/o patteggi, l’applicazione di sanzioni alternative non potrà successivamente proporre ricorso.

Art. 24ter SANZIONI CHE COMPORTANO L'ALLONTANAMENTO TEMPORANEO DALLA COMUNITA’ SCOLASTICA PER UN PERIODO NON SUPERIORE A 15 GIORNI (Art.4,comma 8 DPR 235/2007)

  1. Tale sanzione è adottata dal Consiglio di classe. E' comminata soltanto in casi di gravi o reiterate infrazioni disciplinari derivanti dalla violazione dei doveri comportamentali di cui agli artt. 16, 18, 19, commi 1-3, Art. 21 ,commi 1-3, Art. 2 ,e negli altri casi previsti dal presente Regolamento.
  2. Il C.di C., quando esercita la funzione disciplinare, deve operare nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi quindi gli studenti e i genitori, fatto salvo il dovere di astensione (art.5 D.Lgs. 297/1994).
  3. Durante il periodo di allontanamento la scuola deve prevedere un rapporto con lo studente e con i suoi genitori al fine di preparare il rientro dello studente sanzionato nella comunità scolastica.
  4. Se il C.d.C. lo ritiene opportuno può applicare nel periodo di allontanamento ,come misura accessoria, una delle sanzioni alternative di cui all'art. 25 del presente Regolamento.

Art. 24 quater SANZONI CHE COMPORTANO L'ALLONTANAMENTO TEMPORANEO DALLA COMUNITA' SCOLASTICA PER UN PERIODO SUPERIORE A 15 GIORNI (art. 4, comma 9)

1.  Le suddette sanzioni sono adottate dal Consiglio d'Istituto qualora ricorrano due condizioni entrambe necessarie:
a.  devono essere stati commessi “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana (violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l'incolumità delle persone (incendio, allagamento);
b.  il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite dell'allontanamento fino a 15 giorni previsto dal'art.24 ter. In tale caso la durata dell'allontanamento è adeguata alla gravità dell'infrazione, ovvero al permanere della situazione di pericolo.
2.  Siffatta iniziativa disciplinare può essere assunta in presenza di fatti, oltre a quelli esplicitamente richiamati, tali da configurare una fattispecie astratta di reato prevista dalla legge penale. Il Dirigente Scolastico, tenuto conto della particolare delicatezza, riservatezza o gravità che riveste la questione al vaglio del C. di C. , convoca l’organo con la sola componente Docenti. (1)
3.  Tali fatti devono risultare verosimilmente e ragionevolmente accaduti indipendentemente dagli autonomi e necessari accertamenti che sui medesimi fatti saranno svolti dalla magistratura inquirente e successivamente acclarati dalla magistratura penale.
4.  Nel periodo di allontanamento superiore a 15 giorni, la scuola promuove, in coordinamento con la famiglia dello studente, e, ove necessario, con i servizi sociali e l' Autorità Giudiziaria, un percorso di recupero educativo mirato all'inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica.

Art. 24 quinquies SANZIONI CHE COMPORTANO L'ALLONTANAMENTO DELLO STUDENTE DALLA COMUNITA' SCOLASTICA FINO AL TERMINE DELL'ANNO SCOLASTICO (Art.4, comma 9bis)

1.  L' irrogazione di tale sanzione è di competenza del Consiglio d'Istituto che ai fini della sua adozione deve tener conto di due condizioni, entrambe congiuntamente ricorrenti:
a.  deve esservi recidiva, nel caso di reati che violino la dignità ed il rispetto della persona umana, oppure atti di grave violenza o connotati da una particolare gravità tale da determinare seria apprensione a livello sociale;
b.  non sono esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico.
2.  Il Consiglio d'Istituto dovrà evitare che l'applicazione di tale sanzione determini, quale effetto implicito, il superamento dell'orario minimo di frequenza richiesto per la validità dell'anno scolastico.  Per questa ragione dovrà essere prestata una specifica e preventiva attenzione allo scopo di verificare che il periodo di giorni per i quali si vuole disporre l'allontanamento dello studente non comporti automaticamente, per gli effetti delle norme di carattere generale, il raggiungimento di un numero di assenze tale da compromettere comunque la possibilità per lo studente di essere valutato in sede di scrutinio.
3.  Il vincolo di cui al comma precedente si applica anche alla sanzione irrogabile ex art. 24 quater.

 

Art. 24 sexies SANZIONI CHE COMPORTANO L'ESCLUSIONE DELLO STUDENTE DALLO SCRUTINIO FINALE O LA NON AMMISSIONE ALL'ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL CORSO DI STUDI (Art.4, comma 9bis e 9 ter)

  1. Nei casi più gravi di quelli indicati all'art. 24 quater ed al ricorrere delle stesse condizioni indicate, il Consiglio d'Istituto può disporre l'esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di stato .
  2. Le sanzioni disciplinari previste in questo articolo e negli artt. 24 ter, 24 quater, 24 quinquies, possono essere irrogate soltanto previa verifica, da parte dell'istituzione scolastica, della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si evinca la responsabilità disciplinare dello studente.
  3. La sanzione deve anche esplicitare i motivi per cui “non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico”. Tale disposizione vale anche per la sanzione di cui all'art. 24 quinquies.

Art. 25 .SANZIONI ALTERNATIVE

  1. La sanzione disciplinare ha funzione educativa e tende a rafforzare la possibilità di recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica.
  2. Tenuto conto di quanto espresso al comma 1, in alternativa alle sanzioni previste alle lettere  c), d), dell'art. 24 bis del presente Regolamento, possono essere comminate le seguenti sanzioni :

a.  per l'inosservanza delle norme di igiene e pulizia di cui all'art. 19, può essere disposto il rientro pomeridiano degli alunni colpevoli o dell'intera classe per procedere alla pulizia dell'aula;
b.  per mancanza dei doveri scolastici, negligenza abituale, assenze ingiustificate, inosservanza delle disposizioni di sicurezza, per fatti che turbino il regolare svolgimento delle lezioni, può essere disposto il rientro pomeridiano degli alunni colpevoli o dell'intera classe per la frequenza di lezioni aggiuntive o di corsi di formazione su tematiche di rilevanza sociale o culturale che inducano lo studente ad uno sforzo di riflessione e di rielaborazione critica di episodi verificatisi nella scuola o di temi di  Educazione Civica. Potranno essere assegnati compiti domestici aggiuntivi (stesura documenti, relazioni, ricerche, esecuzione disegni, etc.), ovvero svolgimento di attività a favore della comunità scolastica come attività di biblioteca, raccolta di materiale non gettato negli appositi contenitori, piccole manutenzioni, riordino di cataloghi e di archivi presenti nella scuola o altro.

Art. 26. PROVVEDIMENTI CAUTELARI

In applicazione del comma 9, art. 4, DPR 235/2007 quando sono stati commessi reati o vi sia pericolo per l'incolumità  delle persone, nei casi di urgenza e nelle more della convocazione dell' organo competente a disporre l'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica, il Dirigente Scolastico può d'ufficio disporre l'allontanamento stesso in via provvisoria e cautelativa sino alla decisione dell'organo competente.

 

Art.27 PROCEDURE

  1. Per le sanzioni disciplinari previste alle lettere a), b), c) dell’art. 24 bis del presente regolamento, le quali possono essere comminate direttamente dai docenti,  deve essere sollevata contestazione formulata all’istante, oralmente ed eventualmente annotata sul giornale di classe; parimenti saranno registrate anche le giustificazioni addotte dall’alunno. Nel caso di annotazione verrà seguita la procedura ordinaria di trasmissione all’Assistente Educativo Disciplinare.
  2. Per le sanzioni disciplinari sino alla lettera c) dell'art. 24 bis del presente regolamento competente è il Docente mentre per quelle dell’At. 24 bis, lettera d) e dell’Art.25 l’Assistente Educativo Disciplinare decide in primo grado e provvederà a trasmettere il provvedimento alla segreteria didattica per l'inserimento nel fascicolo personale dell’alunno.
  3. Per gli illeciti che prevedono l'applicazione della sospensione non superiore a 15 giorni competente è il Consiglio di Classe, per periodi maggiori sino anche al termine delle lezioni, o che comportino l'esclusione dallo scrutinio o dall'esame di stato conclusivo del corso di studi, competente è il Consiglio d'Istituto

 

Art. 27 bis IL GIUDICE DELLA DISCIPLINA

  1. E’ istituito  l'Ufficio dell’Assistente Educativo Disciplinare, con funzioni di giudice di primo grado ed Istruttore dei procedimenti.
  2. L' Assistente Educativo Disciplinare è nominato all’inizio dell’a.s. dal Dirigente Scolastico su parere del Collegio Docenti
  3. Al Giudice di primo grado saranno trasmesse copia delle contestazioni di illecito formalizzate sui registri di classe dalla segreteria didattica (amministrativa). Qualora l'illecito disciplinare contestato richieda l'applicazione delle sanzioni previste dagli artt. 24 ter, quater e quinquies, l'Assistente Educativo Disciplinare provvederà a trasmettere gli atti al Dirigente Scolastico al fine di convocare gli organi competenti.
  4. Raccolti i dati, il Giudice informa l'alunno dell'inizio del procedimento a suo carico invitandolo a presentare entro i 5 giorni precedenti la data della convocazione le proprie controdeduzioni scritte ovvero può chiedere di essere sentito.
  5. Parimenti l'inizio del procedimento disciplinare avviene nel caso di denuncia scritta di un illecito per ulteriori fatti anche se non formalizzati nel registro di classe.
  6. Il provvedimento motivato adottato è comunicato integralmente per iscritto ai genitori dell'alunno se minorenne, direttamente all'interessato e per conoscenza ai genitori, se maggiorenne.

 

Art. 27. Ter IL CONSIGLIO DI CLASSE

  1. Il procedimento disciplinare inizia su trasmissione degli addebiti comportanti la proposta di  irrogazione di sospensione per un periodo non superiore a quindici giorni avanzata dal Dirigente Scolastico nel caso abbia disposto d'ufficio un provvedimento sospensivo cautelare e dall’Assistente Educativo Disciplinare negli altri casi.
  2. Il C.d.C. sarà convocato nella composizione indicata all'art. 24 ter, comma 2, del presente Regolamento, fatto salvo il dovere di astensione, in tempo utile dal Dirigente che contestualmente comunicherà all’alunno l’inizio del procedimento a suo carico trasmettendogli la contestazione degli addebiti, informandolo della data di convocazione del C.di C. e invitandolo a presentarsi alla riunione anche allo scopo di articolare la sua difesa; l’alunno se minorenne, può essere accompagnato dal genitore.
  3. Nella riunione del C. di C., dopo aver completato la fase istruttoria-testimoniale, si definirà la proposta di sanzione e  dopo aver sentito le ragioni a difesa dello studente e della famiglia,  si passerà  alla votazione della proposta di sanzione stessa..
  4. La sanzione disciplinare deve essere motivata e rispettare i principi generali e le procedure stabiliti dall'art.24 del presente regolamento.

Art. 27. Quater IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

  1. Il procedimento disciplinare inizia su trasmissione degli addebiti comportanti la proposta di irrogazione di sospensione per un periodo superiore a 15 giorni o per i provvedimenti previsti dagli artt. 24 quater, quinquies e sexies.  avanzata dal Dirigente nel caso questi abbia disposto d'ufficio un provvedimento sospensivo cautelare o dall' Assistente Educativo Disciplinare in tutti gli altri casi.
  2. La composizione del Consiglio d'Istituto è quella ordinaria, fatto salvo il dovere di astensione, e può essere integrata dal Coordinatore del Consiglio della Classe dell’alunno soggetto a procedimento disciplinare
  3. Il procedimento disciplinare si svolge in una unica seduta secondo quanto previsto al comma 2 del precedente articolo 27 ter.
  4. La sanzione disciplinare deve essere motivata e rispettare i principi generali e le procedure stabiliti nell'art. 24 del presente Regolamento.

 

Art. 27. Quinquies INCOMPATIBILITA'

  1. La carica di consigliere nell' Organo di garanzia è incompatibile con quella di membro del Consiglio d' Istituto.
  2. La carica di membro del Consiglio di Classe è incompatibile con quella di consigliere dell'Organo di Garanzia qualora l'impugnazione riguardi un alunno appartenente al Consiglio di Classe di cui è parte il docente consigliere e verta su un provvedimento dello stesso Consiglio di Classe.
  3. La carica di Assistente Educativo Disciplinare è incompatibile con quella di consigliere dell'Organo di garanzia.

 

Art. 27. Sexies IMPUGNAZIONI

  1. Contro le sanzioni disciplinari comminate:

a.  dall’Assistente Educativo Disciplinare 
b.  dal C.d.C. e dal Consiglio di Istituto

è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, competente è l’Organo di Garanzia.

2.  Il ricorrente potrà presentare nuove argomentazioni o nuove prove che non siano state presentate in primo grado.
3.  Il ricorso va proposto entro 15 gg. dalla comunicazione del provvedimento e depositato, negli stessi termini, presso la segreteria didattica; per gli alunni minorenni la data di riferimento è quella del timbro postale di partenza della comunicazione alla famiglia.
4.  Contro le decisioni dell’ O.D.G. è ammesso ricorso all’Organo di Garanzia Regionale entro 15 giorni decorrenti dalla comunicazione della decisione dell’Organo di garanzia della scuola o dallo spirare del termine di decisione ad esso attribuito.

Art 27. Septies ORGANO DI GARANZIA

1. Esso è formato da 4 membri così suddivisi:
a.  il Dirigente Scolastico

b.  il  rappresentante eletto dagli studenti

c.   docente designato dal consiglio di istituto

d.   rappresentante eletto dai genitori
2.  E’ presieduto dal Dirigente Scolastico.
3.  I membri effettivi per la componente genitori e alunni e gli eventuali supplenti saranno individuati nelle liste presentate per l’elezione degli Organi Collegiali (il primo dei non eletti come membro effettivo, il secondo come membro supplente); la componente docenti sarà designata dal C.d’I. tenuto conto del parere del Collegio Docenti.
4.  In caso di assenza giustificata dei componenti o in alternativa al dovere di astensione, qualora faccia parte dell’O.d.G. lo studente sanzionato o il genitore di questi o, in caso di incompatibilità, qualora faccia parte dell’O.d.G. lo stesso soggetto che abbia irrogato la sanzione nel giudizio di primo grado, subentra il supplente.
5.  La componente docenti e genitori restano in carica per tre anni, la componente studenti per un anno scolastico.
6.  Ricevuto il ricorso l’ Organo di Garanzia ne esamina preliminarmente i requisiti formali e sostanziali e qualora lo ritenga conforme, fissa la data della riunione per il dibattimento entro 5 giorni dal ricevimento.
7.  Nell’ipotesi che manchino i requisiti formali e sostanziali l’O.d.G. rigetterà il ricorso dandone comunicazione e provvederà all’archiviazione dei dati.
8.  Chiusa la fase dibattimentale, si procederà alla formulazione della decisione, il provvedimento motivato adottato è comunicato integralmente per iscritto ai genitori dell’alunno se minorenne, direttamente all’interessato e per conoscenza ai genitori, se maggiorenne, di cui copia autentica dovrà essere conservata nel fascicolo personale.
9.  L’ O.d.G. dovrà esprimersi entro dieci giorni dalla data del dibattimento; qualora esso non  decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.
10.  L’O.d.G. decide, su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.
11.  Per quanto compatibile è applicabile il codice di procedura civile.
12.  Per la validità delle deliberazioni è richiesta la forma perfetta  e delibera a  maggioranza sia in prima che in seconda convocazione.
13.  Non è prevista l’astensione.

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