L'attività didattica e le metodologie

 

Al centro di ogni azione formativa dell’Istituto c’è l’alunno/a e l’impegno a favorire lo sviluppo e a portare a maturazione le qualità personali e le competenze culturali e professionali attraverso una didattica improntata all’innovazione metodologica, alla dimensione progettuale, laboratoriale, cooperativa. L’attività didattica presenta, inoltre, una pluralità di concrete ed efficaci occasioni di sostegno/recupero/potenziamento e promozione dell’eccellenza, nonché di integrazione linguistico-culturale  anche per alunni stranieri e di inclusione agli studenti DSA, BES e con disabilità. Questo contribuisce da alcuni anni ad un trend positivo degli iscritti di cui si prevede un aumento nell'arco del triennio.

 

Dentro un orizzonte triennale, il percorso formativo nell’intento di realizzare quanto sopra e di migliorare e facilitare i processi di insegnamento-apprendimento terrà conto delle seguenti priorità:

a)    valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’Italiano nonché alla Lingua Inglese e ad altri lingue anche mediante l’utilizzo della metodologia CLIL;

b)    potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche;

c)    sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica e potenziamento dell’educazione all’autoimprenditorialità;

d)   sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali;

e)  sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all'utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;

f)   potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio;

g)  prevenzione e contrasto della dispersione scolastica;

h)  valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l'interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese;

i)    incremento dell'alternanza scuola-lavoro;

j)   valorizzazione di percorsi formativi individualizzati   e coinvolgimento degli alunni e degli studenti;

k)  individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti.

DIDATTICA INCLUSIVA

Ispirandosi al principio della crescita e valorizzazione della persona umana, nella sua globalità ed unicità, nel rispetto dei ritmi di sviluppo, delle differenze e dell'identità di ciascuno l’Istituto considera la diversità una risorsa e si impegna nella realizzazione di una didattica inclusiva. Tale didattica si basa sull’apprendimento cooperativo e metacognitivo ed è caratterizzata da una modalità di gestione democratica della classe, centrata sulla collaborazione, sulla riflessione sui comportamenti agiti, sull’interdipendenza positiva dei ruoli e sull’uguaglianza delle opportunità di successo formativo per tutti. L’Istituto avvalendosi anche di personale esperto realizza percorsi scolastici personalizzati per aiutare gli alunni nell’acquisizione di competenze culturali, sociali professionali favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro o il proseguimento degli studi.

Un clima scolastico maggiormente inclusivo permette a tutti di sentirsi accettati, capiti, valorizzati, sviluppa il senso di appartenenza, di interdipendenza positiva e di resilienza.

Le azioni didattiche e le metodologie educative della scuola sono guidate dalla consapevolezza che l'educazione inclusiva sia un processo continuo che mira ad offrire a tutti un'educazione di qualità nel rispetto delle diversità e delle abilità di ciascuno.

L’Istituto considera e accoglie le forme di svantaggio scolastico che nella Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 vengono comprese in tre aree: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici; e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

 

DIDATTICA LABORATORIALE

Nell’azione educativo-didattica partire dagli interessi della persona e dalla sua esperienza per realizzare attività capaci di coniugare dimensioni intellettuali ed affettive, pratiche e teoriche, permette di promuovere apprendimenti in libera cooperazione tra le studentesse e gli studenti  e di rendere più efficaci i processi di insegnamento-apprendimento. A ciò cerca di rispondere il potenziamento del modello della didattica laboratoriale e delle attività di laboratorio che, in linea con quanto previsto nelle Linee Guida ed indicato tra le priorità di cui sopra, nel nostro Istituto è volta a promuovere da un lato la dimensione dell’OPERATIVITÀ con il supporto di laboratori molteplici e bene attrezzati e dall’altro la LABORATORIALITÀ come approccio che richiede una forte interattività tra insegnante e alunne/i e mira ad un apprendimento cooperativo e condiviso. Il LABORATORIO quindi è il luogo in cui non solo si acquisiscono e si elaborano saperi, ma anche insieme di opportunità formative per produrre nuove conoscenze e per sviluppare nuove competenze. In questa prospettiva l’attività laboratoriale può concretamente perseguire gli obiettivi previsti dalla Legge 107/2015:

  • “orientamento della didattica e  della  formazione  ai  settori strategici del made in Italy,  in  base  alla  vocazione  produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio;
  • fruibilità di servizi propedeutici al collocamento al  lavoro o alla riqualificazione di giovani non occupati;
  • apertura della scuola al territorio e possibilità di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell'orario scolastico”.

 

AREA DI INTEGRAZIONE ORARIA E PROGETTUALE

La costituzione di un’area di integrazione nasce dall’esigenza di conciliare da un lato un’articolazione dell’unità oraria meglio rispondente alle esigenze dell’Istituto e dall’altro di offrire spazi di flessibilità nella gestione curricolare delle discipline, consentendo interventi didattici di ampliamento/approfondimento di quanto previsto nelle “Linee Guida”, interdisciplinari e/o trasversali e, se necessario, di sostegno/recupero di eventuali difficoltà di apprendimento. Questo “spazio” offre la possibilità di attivare didattiche innovative capaci di stimolare negli alunni/e la curiosità e la spinta ad un lavoro di ricerca autonoma e creativa. Il collegamento tra vita, scuola e contesto sociale-lavorativo è reso possibile attraverso l’ideazione e la realizzazione di progetti pluridisciplinari a forte valenza didattico-formativa capace di sviluppare abilità trasversali e competenze progettuali. Con tali modalità didattiche, accompagnate anche da aggregazioni di alunni/e per gruppi di studio, di lavoro, di livello, per classi aperte in orizzontale e/o in verticale, si rende protagonista lo studente/studentessa e lo si mette in condizione di “imparare facendo”. La scelta di questa “Area di integrazione” rappresenta, pertanto, un indispensabile momento di sintesi per la maturazione delle specifiche competenze; garantisce pienamente il diritto allo studio degli alunni/e e consente il miglioramento dell’offerta formativa.

 

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, l’I.T.I.S. è presente nelle strutture di governo territoriale con gruppi di lavoro composti da personale della scuola e rappresentanti del territorio e si distingue per una forte presenza di collegamenti e inserimenti nel mondo del lavoro.

L’Istituto realizza le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro e dei tirocini aziendali da un lungo periodo di tempo stringendo accordi e convenzioni e stipulando accordi di rete con altre scuole, università, enti di ricerca, enti di formazione accreditati, soggetti privati (oltre 300 aziende del territorio della Provincia), associazioni sportive, autonomie locali, associazioni delle imprese e di categoria professionale.

Nell’alternanza lo studente/studentessa

  • apprende direttamente in azienda un “sapere” e un “saper fare” che sono parte integrante del curricolo scolastico;
  • collega concretamente la formazione in aula con l'esperienza pratica;
  • arricchisce la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con lo sviluppo e maturazione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;
  • favorisce l'orientamento valorizzandone le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
  • realizza un organico collegamento tra l'offerta formativa della scuola ed il territorio sotto il profilo culturale, sociale ed economico del territorio.

Alla scuola spetta il compito di preparare, supportare ed integrare l’esperienza cui fa seguito una specifica attestazione di frequenza e certificazione delle competenze che contribuiscono alla valutazione complessiva finale dell’alunno.

Il progetto di Alternanza, che da anni vede coinvolti gli alunni/e delle classi terze e quarte e a partire dall’anno scolastico 2016-2017, a seguito della Legge 107 del 2015 cosiddetta “Buona scuola”, anche delle quinte, si articola in tre fasi:

  1. propedeutica e di orientamento con visite aziendali, conferenze, incontri con esperti e rappresentanti del mondo del lavoro;
  2. preparazione in aula attraverso lo sviluppo di moduli didattici specifici;
  3. tirocinio aziendale della durata di almeno 400 ore (da svolgersi nell’arco del secondo biennio e quinto anno anche nei periodi di sospensione didattica) per gli alunni che rientrano nella “Buona scuola” e di almeno quattro settimane per tutti gli altri. Ciò significa che le classi terze e quarte saranno impegnate per ore n.160 e le classi quinte per n. 80 ore.

Con la pratica dell’Alternanza, quindi, le studentesse e gli studenti possono integrare e mettere in pratica quanto appreso a scuola; le aziende possono conoscere, interessare e fidelizzare figure professionali importanti, e la scuola arricchisce la sua offerta formativa grazie al confronto diretto con il mondo del lavoro.

L’attività di alternanza negli anni ha portato l’I.T.I.S. a divenire il promotore del nuovo Polo Tecnico Professionale.

 

LA FORMAZIONE DEGLI ALUNNI SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO IN BASE AL D.LGS 81/08

La formazione degli studenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in base al D.Lgs 81/08 si articola nel modo seguente:

1)    corso di formazione generale della durata di 4 ore come tutti i lavoratori della scuola;

2)    corso di formazione specifica della durata di 8 ore come tutti i lavoratori della scuola;

3)    formazione relativa a mansioni o attrezzature particolari (questa formazione non è specificata ulteriormente dalle norme).

I corsi sono svolti in ambito curriculare seguendo lo schema seguente:

1) FORMAZIONE GENERALE di 4 ore nel secondo anno del biennio, impegnando 2 ore di Diritto e 4 ore di Scienze e tecnologie applicate, al termine del percorso è previsto un test di apprendimento (1 ora) da svolgere nelle ore di tecnologie o in altre ore che si rendessero disponibili.

Contenuti svolti nelle ore di Diritto ed economia

  • quadro normativo;
  • organizzazione della prevenzione aziendale;
  • diritti doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali;
  • organi di vigilanza controllo ed assistenza.

 

Contenuti svolti nelle ore di Scienze e tecnologie applicate

  • organizzazione della prevenzione aziendale (come sopra);
  • concetto di rischio;
  • danno;
  • prevenzione;
  • protezione.

Tempi e modi sono indicati dai singoli docenti.

2) FORMAZIONE SPECIFICA:

4 ore al terzo anno

4 ore al quarto anno (prima dello Stages).

I docenti incaricati della formazione saranno individuati ogni anno nella prima riunione di dipartimento coinvolgendo per la parte relativa all’emergenza ed al primo soccorso i docenti di Educazione fisica.

Gli argomenti del corso:

Luoghi di lavoro Decreto del 26.08.1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica, Decreto del Ministro dei lavori pubblici 18 dicembre 1975.

Luoghi di lavoro Microclima, Illuminazione e acustica.

Rischi legati ai video terminali Contenuti del decreto ministeriale, ergonomia, manuale contenente alcuni esercizi fisici sul posto di lavoro.

Stress lavoro correlato: illustrazione della problematica, test INAIL.

Movimentazione manuale e movimenti ripetitivi dei carichi:

Inquadramento del rischio e procedura di valutazione del rischio, mediante ceck list OCRA e NIOSH

Antincendio Natura del rischio Misure di prevenzione e protezione

Agenti chimici

Valutazione del rischio nuova etichettatura delle sostanze chimiche (CLP) gestione del rischio, smaltimento dei rifiuti

Rrischi elettrici: valutazione dei rischi elettrici legati agli impianti presenti nelle scuole,

Rischi macchine e attrezzature: valutazione dei rischi legati alle macchine e attrezzature presenti nelle scuole. (La trattazione approfondita dei macchinari presenti nei laboratori di meccanica sarà affrontata nel corso dei preposti)

Agenti Biologici: rischio biologico nella scuola

Rischio Fisico rumore vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, radiazioni ionizzanti

Primo soccorso Generalità, normativa, organizzazione allertamento 118 Indicazioni di soccorso

Alla termine del percorso formativo sarà rilasciato un attestato a firma del Dirigente scolastico e del coordinatore di specializzazione o altro insegnante individuato da dipartimento.

3)        FORMAZIONE RELATIVA A MANSIONI O ATTREZZATURE PARTICOLARI. Questa formazione è strettamnete legata all’addestramento, è una attività svolta quotidianamente da ogni docente, che risulta dal piano di lavoro annuale e dal registro di classe 

ORIENTAMENTO

L'orientamento viene oggi considerato come un processo continuo ed articolato, che abbraccia tutte le fasi dell'esistenza, finalizzato a mettere il singolo nella condizione di operare scelte consapevoli al fine di esercitare un controllo sulla propria vita e di realizzarsi positivamente ed efficacemente a livello personale, sociale e professionale. Per questo l’I.T.I.S. cura e riconosce una particolare rilevanza alle attività di orientamento in uscita dalla scuola secondaria di primo grado ed in ingresso al mondo del lavoro e dell’università, progettando percorsi finalizzati ad accompagnare in modo consapevole ed efficace gli studenti nei passaggi importanti nel loro percorso di formazione.

In particolare l’I.T.I.S. organizza un elevato numero di attività ed interventi

  • di orientamento “in entrata” rivolti agli studenti della scuola secondaria di primo grado per facilitare l’approccio, soprattutto, alle discipline tecnico-scientifiche, e per facilitare la conoscenza dell’Istituto nel suo fare scuola quotidiano;
  • di orientamento “in uscita” finalizzate alla scelta del percorso universitario verso gli atenei, a partire da quelli del territorio, e attività di conoscenza delle realtà produttive e professionali caratterizzanti il contesto locale.

L’azione di orientamento, non si limita alla conoscenza delle realtà produttive ma cerca di coniugare l’aspetto informativo con quello formativo. Con il termine orientamento formativo si indicano tutte quelle attività volte alla comprensione di sé, delle proprie inclinazioni ed attitudini ed alla capacità di scelta, all’assunzione di decisioni per la conquista dell’autonomia personale.

NUOVE TECNOLOGIE

L’uso delle nuove tecnologie legandosi alla quotidiana pratica didattica può contribuire al miglioramento e all’efficacia dei processi di insegnamento; alla creazione di un ambiente di apprendimento in cui gli alunni/e possano trovare nuove occasioni per lavorare insieme, per studiare in modo creativo e autonomo, per svolgere esercitazioni, ricercare informazioni, comunicare e diventare non solo fruitori ma anche autori di prodotti. In questa prospettiva si collocano gli strumenti e le modalità di seguito indicate.

PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE (PNSD)

L’idea guida che ispira il “Piano Nazionale della Scuola Digitale” è quella di favorire e portare la tecnologia e l’innovazione dal laboratorio alla classe come ambiente di apprendimento, promuovendo la cultura dell’accesso ai dispositivi tecnologici in una prospettiva di interoperabilità e all’uso consapevole della rete. A tal fine il PNSD ha previsto in ogni scuola l’introduzione di una nuova figura “l’animatore digitale” che ha il compito di cercare e proporre soluzioni didattiche innovative, sfruttando al meglio tutte le risorse digitali già disponibili e introducendone di nuove cercando il più possibile di essere lungimirante e di orientare le scelte effettuate in base alle aree, precedentemente citate, e che l’Istituto considera strategiche per il futuro.

L’animatore digitale deve inoltre sostenere, formare, accompagnare tutti gli alunni/e e tutti i docenti verso un utilizzo costante, sempre più consapevole ed ampio delle tecnologie digitali.

VIDEOCONFERENZA: il nostro Istituto attraverso un sistema di videoconferenza è in grado di realizzare forme di comunicazione a distanza che costituisce anche la nuova frontiera dell’apprendimento. Sia a gruppi sia a singoli studenti/studentesse è resa possibile l’interazione in tempo reale con il docente/relatore. Tale tecnologia si rende particolarmente utile in situazioni in cui l’alunno è impossibilitato a spostarsi anche per motivi di salute.

LAVAGNE INTERATTIVE MULTIMEDIALI (LIM): pur se già in uso, nel nostro Istituto si rende tuttavia necessario una implementazione delle  LIM, ossia lavagne elettroniche sulla cui superficie è possibile scrivere, disegnare, spostare oggetti ecc… rendendo perciò concreta una forte interazione degli alunni/e e del docente all’attività proposta. Le LIM, usate con competenza, possono influenzare positivamente e migliorare i processi di insegnamento-apprendimento.

TABLET e LIBRO ELETTRONICO nel nostro Istituto a partire dall’anno scolastico 2012-2013 è possibile optare per l’utilizzo del libro elettronico in alternativa al cartaceo. Questa scelta didattico-metodologica rientra in un processo di innovazione orientata alla promozione del successo formativo attraverso una maggiore efficacia delle azioni di insegnamento-apprendimento. Motivazioni non trascurabili di ordine economico (riduzione della spesa nell’acquisto dei libri) e di limitazione considerevole del peso fisico da portare a scuola, si aggiungono a quelle già indicate.

MATERIALI AUTOPRODOTTI

I gruppi di lavoro composti da insegnanti possono produrre gli strumenti e i materiali didattici utili alla scuola che vengono attualmente condivisi utilizzando il Registro Elettronico, la piattaforma Moodle, Dropbox, la piattaforma “Assistant” prodotta e gestita internamente.

 

IL PATTO FORMATIVO

Il Patto formativo rappresenta l'esito di un processo di chiarimento e di interiorizzazione delle reciproche aspettative tra gli attori coinvolti nella formazione; tale processo ha una valenza di tipo cognitivo, emotivo e motivazionale, facilitando la mobilitazione delle risorse necessarie e orientando in modo costruttivo le dinamiche intra e interpersonali, all'interno del gruppo di apprendimento (G. Costa, E. Rullani, 2001).

Il Patto Formativo è la dichiarazione esplicita e partecipata dell’operato dell’Istituzione scolastica, con il quale si stabilisce un rapporto di collaborazione reciproca tra docenti, genitori ed alunni/e. Il Patto formativo esplicita:

  • Gli obiettivi didattici
  • L’articolazione del corso in termini di programmazione/progettazione
  • Le metodologie adottate
  • Le modalità di verifica e valutazione
  • Le informazioni organizzative

 

Concretamente sulla base del Patto Formativo:

l’allievo/a deve conoscere:

  • gli obiettivi didattici ed educativi del suo curricolo;
  • il percorso per raggiungerli;
  • le fasi del suo curricolo.

 

Il docente deve:

  • esprimere la propria offerta formativa;
  • motivare il proprio intervento didattico;
  • collaborare nelle attività.

 

Il genitore deve:

  • conoscere l’offerta formativa;
  • esprimere pareri e proposte;
  • collaborare nelle attività.

 

La costruzione condivisa del Patto Formativo costituisce una occasione propizia per la creazione di alleanze positive e di un ambiente di ben-essere orientato alla promozione del successo formativo. La negoziazione del “Contratto”, infatti, permette di superare eventuali situazioni di incertezza che, come tali, generano uno spazio conflittuale che può caricarsi di ansia, di rifiuto o di blocco del processo di apprendimento, con il rischio di fenomeni di dispersione e abbandono scolastico che il nostro Istituto è impegnato a combattere in modo determinato.

STRATEGIE DI RECUPERO - SOSTEGNO E PROMOZIONE DELL’ECCELLENZA

Premesso che il Collegio dei docenti ha deliberato un’articolazione dell’anno scolastico in due periodi: Trimestre (scrutini a Dicembre) e Pentamestre, con l’obiettivo di rendere più efficace l’azione insegnativa e la promozione del successo formativo; ogni docente all’interno del proprio Piano di lavoro stabilisce spazi ed azioni di recupero/sostegno e di promozione dell’eccellenza in orario scolastico e se necessario anche al pomeriggio (previa comunicazione alla famiglia degli alunni/e interessati).

 

INTERVENTI IN ITINERE (NEL CORSO DELL’ANNO SCOLASTICO)

Durante tutto l’anno scolastico sono attivati gli interventi di seguito indicati.

In orario scolastico si prevedono azioni diversificate:

  • divisione del gruppo classe in situazioni di compresenza tra docenti della stessa materia;
  • richiami teorici e assegnazione di compiti individualizzati da svolgere a casa;
  • tutoraggio fra alunni ed attivazione di modalità didattiche di tipo cooperativo;
  • utilizzo modulo area di integrazione oraria e progettuale.

 

In orario pomeridiano si organizzano:

  • interventi flessibili di sostegno con segmenti ridotti di programma, per tutto l’anno scolastico;
  • corsi di recupero disciplinare con porzioni significative di programma, per difficoltà gravi e diffuse che necessitano di un’azione più incisiva (dopo lo scrutinio del mese di Dicembre);
  • azioni di recupero on-line attraverso la predisposizione di esercizi e/o di lezioni;
  • azioni di promozione dell’eccellenza per offrire agli alunni/e l’opportunità di approfondire gli aspetti teorici ed applicativi della disciplina.

 

In particolare, tenuto conto di quanto stabilito dalla normativa vigente e in relazione all’esperienza maturata, all’interno dell’Istituto si stabilisce quanto indicato di seguito.

A)   successivamente al Consiglio di Classe di Ottobre e di Novembre  si prevedono per tutti gli alunni/e che presentano situazioni di insufficienza diffusa e/o gravemente insufficiente, attività di sostegno (IF = Interventi Flessibili), progettate e pianificate dai singoli Consigli di Classe in relazione alle esigenze degli alunni e secondo le seguenti modalità:

  • utilizzo spazi orari all’interno della disciplina;
  • interventi mediante rimodulazione/compensazione dell’orario della classe;
  • interventi mediante utilizzo modulo area di integrazione oraria e progettuale;
  • interventi pomeridiani per classi aperte.

La tempestività degli interventi ha lo scopo di evitare l’accumulo di difficoltà e di garantire il successo formativo.

B)   Successivamente allo scrutinio trimestrale (mese di Dicembre) si prevedono attività di recupero progettate e pianificate dai singoli Consigli di Classe in relazione alle esigenze degli alunni e secondo le seguenti modalità:

  • utilizzo spazi orari all’interno della disciplina;
  • interventi mediante rimodulazione/compensazione dell’orario della classe;
  • interventi mediante utilizzo modulo area di integrazione oraria e progettuale;
  • interventi pomeridiani per classi aperte.

Per tutti gli alunni coinvolti nelle attività di recupero al mattino e al pomeriggio, le prove di verifica si terranno in orario curricolare entro la prima metà del mese di Febbraio.

 

VERIFICA E VALUTAZIONE

La valutazione del profitto

Il processo di insegnamento-apprendimento necessita di un sistema di misurazione e valutazione che espliciti i risultati conseguiti con l’attività didattica. Il controllo è efficace solo se gli obiettivi sono definiti e misurabili, se si identificano le cause della differenza fra i risultati attesi e quelli raggiunti, e quindi se si studiano e si provano soluzioni più efficaci.

La verifica è un momento fondamentale del processo di apprendimento che si articola in attività di natura diversa e di differente complessità. Ciascun docente utilizza criteri di verifica e scale di valutazione discussi e concordati nel Consiglio di Classe, su indicazione di criteri generali indicati dai Dipartimenti e dal Collegio dei Docenti (tali scelte sono reperibili nei documenti di programmazione depositati agli atti).

A tal fine il Consiglio di Classe deve:

  • accertare collegialmente i livelli di partenza degli allievi e definire le conseguenti azioni di recupero/sostegno;
  • definire e controllare gli obiettivi comuni;
  • concordare modalità comuni per la gestione della didattica e per la misurazione degli esiti scolastici.

Ogni docente comunica agli alunni/e

  • il proprio percorso didattico e gli obiettivi che intende verificare;
  • il criterio di valutazione adottato;
  • gli esiti delle prove scritte, scritto/grafiche e orali entro breve tempo (secondo quanto esplicitato nel “Contratto Formativo” e nel “Patto Educativo di Corresponsabilità”) per consentire un tempestivo recupero di eventuali carenze riscontrate e per migliorare il rendimento scolastico.

La valutazione del profitto per ciascun alunno/a terrà conto dei risultati delle prove sommative (compiti scritti o scritto/grafici, interrogazioni, prove di laboratorio) e di altri elementi concordati a livello di Collegio dei Docenti e di Consiglio di Classe e oggetto di apposite rilevazioni: esiti delle verifiche formative, interesse, partecipazione, impegno, frequenza alle lezioni, progressione rispetto ai livelli di partenza, capacità di recupero. Relativamente al recupero di debiti formativi (in itinere, al termine del Trimestre e nello scrutinio differito) si fa presente che, tra il voto assegnato e quello della prova di recupero, va attribuito all’alunno/a il voto più favorevole, pur se va data alla famiglia e all’alunno/a la comunicazione della effettiva votazione conseguita nella prova, ciò a garanzia della trasparenza che la valutazione comporta.

La valutazione del comportamento

Il Decreto Legge n. 137/2008 ha stabilito che dall’A.S. 2008-2009 il voto di comportamento “concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso” (art. 2 comma 3).

All’interno dell’Istituto in riferimento alla valutazione del comportamento si stabilisce quanto indicato di seguito.

Tenuto conto di quanto disposto dalla normativa vigente, posto che il voto di comportamento viene attribuito dall’intero Consiglio di Classe in sede di scrutinio intermedio e finale, il Collegio dei docenti individua degli INDICATORI, elabora e propone una GRIGLIA PER L’ATTRIBUZIONE DEL VOTO DI COMPORTAMENTO come supporto ai lavori dei Consigli di Classe.

INDICATORI:

1) Rispetto delle regole e della convivenza civile, come stabilito dal Regolamento di Istituto

2) Comportamento responsabile:

 

  • nel rapporto con tutto il personale (docenti, non-docenti e compagni di scuola);
  • nell’utilizzo delle strutture e del materiale scolastico;
  • durante tutte le attività scolastiche ed in ogni ambito formativo (viaggi e visite guidate, partecipazione ad iniziative fuori dalla scuola)

 

3) Frequenza e puntualità

4) Partecipazione ed interesse alle lezioni

5) Impegno e regolarità nel lavoro a scuola e a casa

 

Alcune precisazioni sull’uso dei termini:

COMPORTAMENTO, è l’insieme delle manifestazioni direttamente osservabili con cui l’alunno risponde a diverse situazioni o condizioni scolastiche;

PARTECIPAZIONE, è la manifestazione dell’interessamento dell’alunno che prende parte alla vicenda scolastica nella sua globalità e complessità;

INTERESSE, è la disponibilità dell’alunno all’incontro tra le sue personali esigenze e la proposta educativo-disciplinare;

IMPEGNO, è il diligente impiego da parte dell’alunno della volontà e delle proprie forze intellettive nello svolgimento regolare dei doveri scolastici richiesti.

 

GRIGLIA PER L’ATTRIBUZIONE DEL VOTO DI COMPORTAMENTO DEGLI STUDENTI DELL’ITIS

ATTRIBUZIONE VOTO

TENENDO CONTO DELLA CLASSE DI FREQUENZA , LO STUDENTE SI SEGNALA PER LA PRESENZA DEI SEGUENTI ELEMENTI

10 (dieci)

  • Rispetto del Regolamento d’Istituto*
  • Comportamento irreprensibile per responsabilità e collaborazione nel rapporto con tutti coloro che operano nella scuola, in ogni ambito ed in ogni circostanza
  • Frequenza assidua alle lezioni (un numero minimo di assenze)
  • Vivo interesse e partecipazione costruttiva alle lezioni
  • Impegno serio e regolare svolgimento delle consegne

9 (nove)

  • Rispetto del Regolamento d’Istituto*
  • Comportamento responsabile e collaborativo nel rapporto con tutti coloro che operano nella scuola, in ogni ambito ed in ogni circostanza
  • Frequenza assidua alle lezioni (un numero minimo di assenze)
  • Costante interesse e partecipazione attiva alle lezioni
  • Impegno serio e regolare svolgimento delle consegne

8 (otto)

  • Rispetto del Regolamento d’Istituto*
  • Comportamento corretto per responsabilità e collaborazione
  • Frequenza regolare alle lezioni (un limitato numero di assenze)
  • Interesse e partecipazione generalmente attiva alle lezioni
  • Proficuo svolgimento, nel complesso, delle consegne scolastiche

7 (sette)

  • Rispetto del Regolamento d’Istituto*
  • Comportamento complessivamente accettabile per responsabilità e collaborazione
  • Frequenza abbastanza regolare alle lezioni (un limitato numero di assenze)
  • Selettivo interesse e partecipazione alle lezioni
  • Sufficiente svolgimento, nel complesso, delle consegne scolastiche

6 (sei)

  • Rispetto del Regolamento d’Istituto*
  • Comportamento incostante per responsabilità e collaborazione
  • Frequenza irregolare alle lezioni (un elevato numero di assenze)
  • Poco interesse e partecipazione passiva alle lezioni
  • Discontinuo svolgimento delle consegne scolastiche

5 (cinque)**

non ammissione alla classe successiva e/o agli Esami di Stato

  • Grave inosservanza del Regolamento di Istituto con conseguente allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni
  • Comportamento scorretto e riprovevole connotato da disvalore sociale, da mancanza di rispetto della persona e delle regole poste a fondamento della convivenza civile
  • Frequenza alle lezioni sporadica
  • Disinteresse e occasionale partecipazione alle lezioni
  • Mancato svolgimento delle consegne

4 (quattro)

  • Grave inosservanza del Regolamento di Istituto con conseguente allontanamento dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni
  • Comportamento scorretto e riprovevole connotato da disvalore sociale, da mancanza di rispetto della persona e delle regole poste a fondamento della convivenza civile
  • Frequenza alle lezioni sporadica
  • Totale disinteresse e disturbo del regolare svolgimento delle lezioni
  • Mancato svolgimento delle consegne

* Le inadempienze al dovere di rispetto del Regolamento di Istituto contenute nelle note disciplinari trascritte sul registro di classe, comporteranno una diminuzione del voto di comportamento proposto, anche sulla base degli altri elementi didattici della griglia, dal C. di C. con il seguente schema:

  1. Dopo due note disciplinari, che non hanno portato alla sanzione “della sospensione dalle lezioni”, diminuzione di 1 voto dal voto proposto;
  2. Dopo tre note disciplinari, che non hanno portato alla sanzione “della sospensione dalle lezioni”, diminuzione di 2 voti dal voto proposto;
  3. Dopo quattro note, comprese quelle che hanno portato alla sanzione “della sospensione dalle lezioni”, diminuzione di 3 voti dal voto proposto;
  4. Dopo cinque note, comprese quelle che hanno portato alla sanzione “della sospensione dalle lezioni”, attribuzione del voto 5/4 e non ammissione alla classe successiva o non ammissione agli esami di Stato.

 

** L’alunno che al termine dell’anno scolastico, presenta un profilo sul piano del comportamento così gravemente deficitario, rende difficili efficaci azioni di recupero ed è nell’impossibilità di affrontare in maniera produttiva gli impegni della classe successiva e quindi nello scrutinio finale di Giugno è dichiarato non ammesso alla classe successiva.

Si fa presente che per ciascun alunno le ragioni dell’assegnazione delle valutazioni negative vanno adeguatamente motivate e sono registrate nel verbale del Consiglio di Classe. In tutti gli altri casi si rimanda alla presente griglia.

Per gli alunni delle classi quinte, si ricorda che, a partire dall’ anno scolastico 2009-10, sono ammessi agli Esami di Stato quelli che, nello scrutinio finale di Giugno, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina ed un voto di comportamento non inferiore ai sei decimi (Art. 6, comma 1, DPR 22/06/2009, n. 122). Si ricorda inoltre che, come sopra indicato, il voto di comportamento concorre alla determinazione della media dei voti da assumere a riferimento per l’individuazione della banda di oscillazione nell’ambito della quale deve essere attribuito il Credito scolastico.

In sintesi.

Il processo di apprendimento viene così monitorato:

  1. analisi dei prerequisiti, con particolarmente attenzione per le classi prime e terze
  2. verifica andamento didattico-disciplinare (mese di Ottobre-Novembre)
  3. valutazione trimestrale (mese di Dicembre)
  4. colloqui generali con le famiglie con prenotazione on-line (mese di Gennaio)
  5. verifica dei corsi di recupero in uscita dal Trimestre (mese di Febbraio)
  6. colloqui generali con le famiglie con prenotazione on-line (mese di Marzo-Aprile)
  7. valutazione finale
  8. incontro con le famiglie di alunni/e con “giudizio sospeso” e “giudizio di non ammissione alla classe successiva” (mese di Giugno)

 

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