L’idea di una scuola: la storia e le sedi

Dal volume “ … una scuola per la vita… 50 anni di ITIS “  a cura di Fulvio Palma e Marcello Paci -  Aras Edizioni

L’Istituto Tecnico Industriale di Urbino iniziò la sua attività nell’ottobre del 1960, grazie a un progetto innovativo che si andò costruendo e definendo rapidamente, trainato dai suoi fondatori, dalle Amministrazioni locali, dall’ENI di Mattei e dal personale della scuola, che colse la nuova istituzione come una sfida entusiasmante.

In quel periodo storico l’Italia, dopo un difficile dopoguerra, cominciava a intravvedere la prospettiva di crescita in nuovi ambiti produttivi. Infatti il boom economico “esploso” negli anni ’60, delineò un paese nuovo che nell’arco di un decennio abbandonò i vecchi sistemi produttivi, prevalentemente agricoli, per sviluppare una nuova produttività industriale.

In quegli anni, nella Provincia di Pesaro-Urbino, si sviluppò enormemente un polo per il distretto del mobile, formato prevalentemente da artigiani del pesarese, che cominciarono ad “industrializzarsi” ed è in proprio in quel periodo che inizia a svilupparsi il settore collegato delle macchine per la lavorazione del legno.

In questa prospettiva di sviluppo industriale la fondazione dei nuovi Istituti Tecnici garantiva l’importante funzione di formare PERITI, figure professionali competenti, capaci di gestire i nuovi processi produttivi.

Ma può sorgere legittima una domanda: “Perché istituire un I.T.I. in una zona a bassa vocazione industriale come Urbino?”

Urbino, città ricca di arte e cultura, al centro geografico della nostra provincia e della zona montana, da sempre terra di studiosi e scienziati come matematici, fisici, meccanici, fu ritenuta dalla Direzione Generale per l’Istruzione Tecnica, il luogo ideale per la formazione di giovani che, dopo una solida formazione tecnica, avrebbero potuto costruire nel territorio provinciale una rete di piccole e medie imprese all’avanguardia, sia dal punto di vista produttivo che dell’organizzazione aziendale.

Questo era l’intento anche del Presidente dell’ENI Ing. ENRICO MATTEI, nato ad Acqualagna, poco lontano da Urbino, che conosceva bene la vocazione del territorio provinciale. In quegli anni l’Ing. Mattei, prodigo di consigli e di cospicui finanziamenti, collaborò con il Consiglio di Amministrazione e di Presidenza per rendere grande l’I.T.I. di Urbino fin dai suoi primissimi anni di vita. Oltre a Mattei, tra i fondatori del nuovo istituto vanno annoverate due figure di spicco della città: l’Avvocato NINO BALDESCHI e il Professor WALTER FONTANA.

Una breve cronistoria può illustrare alcuni momenti salienti della fondazione dell’Istituto Tecnico Industriale di Urbino.

Grazie alla scelta della Direzione Generale per l’Istruzione Tecnica, il Provveditore agli Studi di Ancona, dott. Rocco Fedele, nell’estate del 1960, aveva temporaneamente conferito al Preside dell’Istituto Professionale di Ancona, Prof. Barbera, l’incarico di Presidenza del nuovo I.T.I., al fine di predisporre d’intesa con l’Amministrazione Provinciale, quanto necessario per la fondazione e il regolare funzionamento del nuovo istituto con l’inizio dell’a.s. 1960/61.

Il 30 Agosto 1960, Il dott. Fedele nomina l’Avv. Baldeschi, Commissario Governativo per l’istituzione della nuova scuola.

Il 6 Ottobre 1960, l’Avv. Baldeschi invia un telegramma al Provveditore Fedele nel quale comunica che da ottobre “ inizia la sua vita l’Istituto Tecnico di Urbino”.

Il 7 Ottobre 1960 il Ministro Elkan affida al Commissario Governativo tutti i poteri che la normativa vigente attribuiva al Consiglio di Amministrazione degli istituti di istruzione tecnica. Successivamente, oltre a Baldeschi, il Consiglio di Amministrazione sarà composto dai Sigg. Alfredo Rabbi e Michelangelo Renzetti e dalla Sig.ra Fernanda Sanviti.

Il 22 Ottobre 1960, il Provveditore Fedele nomina il Prof. Fontana Preside incaricato dell’I.T.I. di Urbino, con obbligo di insegnamento. Il Preside Fontana rimarrà in carica fino all’agosto del 1969.

La prima sede del nuovo ITI è nel centro storico, in piazza della Repubblica, nei bellissimi locali restaurati del COLLEGIO RAFFAELLO che in passato fu il collegio degli Scolopi, scuola prestigiosa con convitto, frequentata anche da Giovanni Pascoli.

L’I.T.I.  inizia  subito la sua attività in grande, con un totale di 190 iscritti e  sei classi prime di biennio, che in futuro avrebbero potuto accedere alla futura specializzazione di Meccanica. I docenti di quel primo anno erano 17, la componente non docente era costituita da un segretario economo, il Rag. Otello Paternoster, e da due bidelli.

Il 3 luglio 1961 viene finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica n. 1915 del 22 Maggio 1960, che sancisce “l’Istituzione di 15 Istituti Tecnici“ tra cui compare Urbino come sede di istruzione tecnica per Meccanici.

Nell’arco di pochi anni dalla sua fondazione, l’ITI ebbe una crescita  straordinaria. Da un anno all’altro, dopo la Meccanica, si attivarono le specializzazioni storiche e contemporaneamente si ampliarono gli spazi per nuove aule e nuovi laboratori, che si arricchirono di attrezzature sofisticate e macchinari complessi.

Le iscrizioni aumentarono e anche il numero delle classi prime: il secondo anno si attivarono sette prime, il terzo anno, nove. Ma nei primi anni si formarono anche classi impreviste: nell’anno di fondazione si costituì una classe seconda composta da 28 studenti provenienti da altri Istituti e nel secondo anno si ebbe una classe terza per la specializzazione di meccanica industriale. Quando nacque la specializzazione di Chimica si formarono immediatamente tre classi terze di specializzazione.

Questi fatti dimostrano la notevole forza attrattiva del nuovo Istituto, capace di richiamare molti giovani che avevano iniziato il percorso di studio in altre scuole, provenienti  dal territorio provinciale, ma anche da fuori provincia.

Il merito di questo sviluppo dirompente va senz’altro riconosciuto agli interventi tempestivi dell’Amministrazione provinciale, associati all’entusiasmo e alla competenza organizzatrice dei presidi e dei docenti e alla tenacia dei fondatori.

Dopo la tragica morte dell’Ing. Mattei, nella seduta del 29 Ottobre 1962, il Preside Fontana propose al Collegio Docenti di intitolare ad Enrico Mattei l’I.T.I. di Urbino, proposta che fu accolta all’unanimità. Il Decreto di intitolazione fu firmato il 3 Febbraio 1963.

Intanto nell’inverno dell’a.s. 1962-63, nel palazzo del Collegio-Convitto “Raffaello”, venivano inaugurati i primi laboratori  di Torneria e Macchine Utensili per la specializzazione di Meccanica. Sempre nello stesso anno ‘62-63 prendeva inizio la Specializzazione di Chimica che, con i suoi laboratori ben attrezzati, attirò un gran numero di studenti.

La crescita dell’istituto rese necessario reperire più ampi spazi per nuove aule e per il potenziamento dei laboratori delle specializzazioni. I nuovi locali furono  individuati in piazza Rinascimento, poco distante dal Collegio “Raffaello”, nel palazzo del SEMINARIO ARCIVESCOVILE, nel quale vennero collocate le prime classi del biennio ma soprattutto la terza specializzazione, quella di Elettronica Industriale, che ha iniziato la sua vita con la prima classe terza il 1° ottobre 1963, specializzazione che già possedeva un interessante Laboratorio di Officina Elettrotecnica, mentre si gettavano le basi per altri due importanti laboratori (Misure elettriche ed Elettronica Industriale). Nel 1966 sarebbe nata anche la specializzazione di Elettrotecnica, completandosi così l’istituzione delle quattro specializzazioni storiche.

Il Collegio Raffaello e il Seminario Arcivescovile furono sedi gloriose ma temporanee. Infatti era chiaro al Commissario Baldeschi e al Preside Fontana che i due antichi edifici, pur ristrutturati in modo adeguato, potevano accogliere un numero limitato di studenti e di strutture, quindi non avrebbero potuto ospitare per sempre un istituto tecnico in continua espansione, che necessitava di strutture e di laboratori al passo con i tempi.

Nel 1963, i due cofondatori sottoposero la questione all’Ammistrazione Provinciale che, in breve tempo, acquistò un terreno di 11 ettari con grande copertura vegetale, nella località “Madonna dell’Homo”, al di fuori del centro storico, in cui stava sorgendo un nuovo quartiere residenziale. In questa località doveva nascere la nuova sede dell’ITI.

Venne affidata all’Architetto DETTI di Firenze la progettazione del nuovo edificio, che sarebbe diventato l’attuale sede dell’I.T.I.S. “E Mattei”, in grado di ospitare una popolazione studentesca di oltre 1000 studenti, con aule speciali e laboratori all’avanguardia. L’architetto Detti ideò una struttura molto ampia e ricca di vetrate che permettevano di mantenere un buon contatto visivo con il verde circostante e il panorama collinare tipico dell’entroterra urbinate. Organizzò la struttura in varie palazzine collegate tra loro, destinate al biennio, alle varie specializzazioni, alle officine e alle palestre. Come materiali da costruzione Detti utilizzò cemento armato e vetro, con infissi in metallo rosso, seguendo criteri architettonici e urbanistici innovativi che, in seguito, si sarebbero rivelati consoni alle normative sulla sicurezza negli edifici pubblici, in particolare per quanto riguarda le strutture antisismiche e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si avviò l’iter burocratico per l’edificio della nuova sede. I lavori iniziarono nel 1970/71 e procedettero per blocchi, richiedendo una decina d’anni per completarne la realizzazione; la prima specializzazione a trasferirsi nel primo lotto attivato fu la Meccanica nel 1971-72; l’ultima fu la Chimica nel 1981.

Da allora l’edificio, progettato con lungimiranza dall’Architetto Detti e voluto fortemente dal Preside Fontana, dal Commissario Governativo Avv. Baldeschi e sostenuto dall’Amministrazione Provinciale, ha vissuto e vive tutt’oggi un significativo processo di ammodernamento delle strutture e delle attrezzature, con i necessari adeguamenti alle innovazioni metodologiche e curricolari conseguenti alle attività di ricerca e sperimentazione. Potremmo dire che L’ITIS Mattei, dalla sua fondazione a oggi, ha conservato vivo lo spirito dei fondatori, che si trasmette tra le generazioni dei dirigenti scolastici, del personale docente e non docente, spirito che vuole mantenere “grande” la scuola, favorendo la qualità dell’offerta formativa e lo sviluppo di relazioni costruttive con le realtà del territorio.

Prof.sse Silvana Arduini e Maria Grazia Fabi

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